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Siete mai stati in paradiso? Io sì, o almeno ho pensato di esserci arrivata!
Settembre, un caldo torrido, io e il mio ragazzo ci troviamo in Madagascar alla volta delle isole del Nord, tra cui Nosy Iranja , raggiungibile via mare tramite alberghi e agenzie locali della principale Nosy Be.

Con il vento in faccia e i nostri salvagenti colorati ci dirigiamo verso l’orizzonte e per un’ora e mezza siamo circondati solo dal blu del cielo e del mare intervallati dalla vista di qualche atollo in lontananza.

Proprio quando il nostro timoniere ci avverte che siamo in arrivo, davanti a noi si stagliano 2km di sottilissima sabbia bianca che collegano due isole in mezzo al niente:

Sono Nosy Iranja “Be”, ovvero Isola delle tartarughe grande, e Nosy Iranja “Kely”, che invece significa “piccola”.
E’ amore a prima vista.

Nosy Iranja
Nosy Iranja

3 COSE DA NON PERDERE A NOSY IRANJA + 1

Il mare di Nosy Iranja

Neanche il tempo di scendere dalla barca che già non vediamo l’ora di tuffarci.

Con la bassa marea si formano delle caldissime pozze d’acqua cristalline nelle quali si scorgono pesci, molluschi e stelle marine di ogni genere. Per nuotare dobbiamo spingerci molto al largo, pinne e maschera sono d’obbligo per immergersi alla ricerca delle meraviglie di questo mare turchese.

Passiamo il resto della mattinata a mollo: ci siamo solo noi, una spiaggia fatta di neve e mille sfumature diverse di blu, stiamo forse sognando?

Nosy Iranja

Il villaggio

I morsi della fame si fanno sentire e non vediamo l’ora di pranzare, ad aspettarci troviamo piatti tipici deliziosi preparati da famiglie local a base di zebù, aragosta e frutta tropicale, il tutto accompagnato da un rum artigianale che dà veramente alla testa! A pancia piena decidiamo di avventurarci alla scoperta del piccolo villaggio della tribù Sakalava. Le donne del posto ci osservano incuriosite mentre ricamano le loro tovaglie variopinte; i loro volti sono decorati da fiori realizzati con il “masonjoany”, una crema naturale che gli animisti malgasci utilizzano tradizionalmente per tenere lontani gli spiriti maligni.

Proseguiamo la passeggiata tra capanne di legno e bancarelle di artigianato, una ripida salita ci porta fino al punto panoramico più alto dove si staglia l’imponente faro progettato in epoca coloniale da Gustave Effiel.

Donna Nosy Iranja

Immersi nel verde più selvaggio la vista di cui godiamo ci lascia senza parole e non perdiamo l’occasione di scattare qualche foto per immortalarne lo spettacolo: la marea si sta alzando e la lingua di sabbia sta pian piano scomparendo, inghiottita dal mare.

Dormire a Nosy Iranja

Se siete stati stregati come noi da questa isola soltanto a sentirne parlare vi svelo un segreto: potete anche dormirci!
L’isola infatti mette a disposizione pochi piccoli eco-bungalow in legno e foglie di palma con bagno in comune. Rimarrete solo voi e il suono del mare e se sarete fortunati avrete anche l’occasione di assistere alla schiusa delle uova di tartaruga, animale che dà il nome alle due isole. Non perdetevi una passeggiata sotto le stelle, incredibilmente romantica!

L’escursione nell’escursione: Nosy Antosha

La nostra avventura non si ferma qui: approfittiamo del ritorno a Nosy Be per visitare anche la poco distante “Isola dei lemuri”, Nosy Antosha. Inutile specificare chi siano i principali residenti, vero?

Veniamo accompagnati nella fitta radura alla ricerca di queste particolari scimmie che si lasciano avvicinare al grido di “Maki Maki”. Ce ne sono moltissimi e tutti diversi, ci guardano e ci studiano tanto quanto lo facciamo noi. L’emozione che ci coglie vedendoli per la prima volta nel loro ecosistema è indescrivibile, provare per credere.

Lemure Nosy Iranja

Allora, che state aspettando? Correte a comprare il biglietto!
Ci rivediamo qui, ho in programma per voi ancora moltissimi viaggi.

Vi scrivo quando arrivo.

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